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RomaFashion White”: l’Alta Moda Sposa sfila in Chiesa

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UN MOMENTO DELLA SFILATA

L’esaltazione della sartorialità Italiana, un parterre unico, ricco di personalità del mondo della moda, della cultura e dello spettacolo. Sono stati questi gli elementi principali della XII^ Edizione di “RomaFashion White”, la kermesse dedicata all’Alta Moda Sposa, ideata da Antonio Falanga e organizzata con Grazia Marino, motori portanti di quel polo fashion che è “Spazio Margutta” che con le sue produzioni di eventi di settore, la promozione dei nuovi creativi della moda italiana ed internazionale, è diventata punto di riferimento a Roma.

La manifestazione, che sin dalla sua prima edizione, prende vita nella Chiesa Episcopale di San Paolo Entro Le Mura, di Via Nazionale a Roma, anche quest’anno si è avvalsa, per la conduzione della serata, della giornalista Cinzia Malvini.

Nella navata della Chiesa, si sono potute ammirare cinque quadri moda, che nelle loro esclusività hanno offerto al numerosissimo pubblico, una visione completa di quanto sia unico il vero Made in Italy.

Ad aprire la sfilata, la Maison Gemelle Donato Sposa; in passerella la Collezione 2019 “Prima Linea Diamond” che prende ispirazione dalla preziosità dei tessuti e dei pizzi utilizzati, veri capolavori sartoriali, realizzati da mani sapienti siciliane, che intendono ripercorrere e riproporre l’eleganza di una volta.

Secondo momento moda quello di Chiara Valentini Atelier. Punto di riferimento a Roma, le sue creazioni prendono vita da una sapiente competenza sartoriale, sviluppata grazie all’esperienza maturata all’Accademia di Moda e Costume di Roma e come costumista per il teatro e per il cinema.

A seguire in passerella l’Alta Moda Sposa della Sartoria San Lazzaro opere d’arte uniche, ideate dalla stilista Jessica Faccini, che fondono tradizione, futuro e fashion. Sensualità, lusso, innovazione sono i cardini di una collezione ricamata a mano con tessuti che si mixano e si sovrappongono tra di loro, pizzi e cristalli Swarovski per dar luce alla materia, di cui è fatta ogni donna.

Momento unico a “RomaFashion White” quello che vede la presenza in passerella di dieci piccole dolci indossatrici che hanno interpretato in modo gioioso gli outfits della Collezione “The Fabulous Fifties” di Monnalisa, uno dei più importanti brand Italiani nel settore del “Childrenswear” di fascia alta, presente in oltre 60 Paesi, sia in Flagship Store diretti che nei più prestigiosi Department Store del mondo, nonché in oltre 750 punti vendita multibrand.

A chiudere i quadri moda della serata, i giovani fashion designers dell’Accademia di Moda SITAMLecce, che, coordinati dalla Direttrice Stefania Cardellicchio, hanno presentato una Collezione dedicata al diritto all’autodeterminazione, dalla questione Catalana alla condizione femminile e di violenza sulle donne, ispirata celebre dipinto Memory di Magritte, il cui cromatismo e simbolismo diventa elemento centrale per le grafiche computerizzate stampate su velluto e voile.

Nel corso dell’evento “RomaFashion White” come ogni anno viene conferito ai principali protagonisti del sistema moda italiano il Premio “RomaFashion”. L’iniziativa ideata nel 2002 da Antonio Falanga intende rendere omaggio all’impegno di chi promuove e opera con competenza, nei diversi ambiti professionali del fashion system.

I professionisti della Moda premiati nell’Edizione 2018 sono stati: per la Sezione Editoria il Direttore del Magazine “White Sposa” Rita Rabassi; per la Sezione Fotografia Gianmarco Chieregato; per la Sezione Art Director Clara Tosi Pamphili; per la Sezione Giornalismo Antonella Armentano TGR Lazio; per la Sezione Moda in TV Roberta Morise; per la Sezione Fashion Testimonial Enrica Pintore; per la Sezione Wedding Planner Stefania Marchetti ed infine Premio alla Carriera a Barbara Bertocci e Piero Iacomoni titolari del Brand Monnalisa.

“RomaFashion White”: l’Alta Moda Sposa sfila in Chiesa


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MODA, IL NUOVO TREND È AFFITTARE I VESTITI: E NASCONO ANCHE SERVIZI IN ABBONAMENTO

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In principio furono gli abiti da sera e da cerimonia: affittare un capo di lusso per un evento eccezionale grazie a un click è stata un’intuizione non da poco.

Ma quello che si sta diffondendo ora è un passo oltre: l’abbonamento di abiti, per tutte le occasioni. Ci si iscrive a un portale e pagando una quota (in genere mensile), si può usufruire di una certa quantità di prodotti del catalogo. In molti l’hanno già paragonato al meccanismo su cui si basa Netflix.

Un esempio: pagando circa 100 euro al mese si possono scegliere fino a 10 capi, da rendere dopo un determinato numero di giorni.

Questa rivoluzione nel mondo della moda sta arrivando anche in Italia e basta cercare su Google parole come “abbonamento, abiti, noleggio” per trovare i portali che offrono questo tipo di servizio.

Un servizio che può interessare a chi piace cambiare spesso il proprio look, ma senza spendere un patrimonio e intasare i propri armadi. E anche a chi cerca la comodità: nel prezzo dell’abbonamento è incluso il servizio di lavanderia.

Non tutti del resto possono permettersi una cabina armadio come Chiara Ferragni o Wanda Nara!

https://www.deejay.it/news/moda-il-nuovo-trend-e-affittare-i-vestiti-e-nascono-anche-servizi-in-abbonamento/580554/?refresh_ce

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Dopo il tumore al seno sfilano con gli abiti di alta moda fatti su misura

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Cosa succede se un gruppo di donne straordinarie, che hanno affrontato e sconfitto un carcinoma al seno, decidono di mettersi in gioco e diventare, a scopo benefico, modelle per una sera? Lo scopriremo il prossimo giovedì 29 novembre a Modena, presso l’ex centrale AEM(in Via Buon Pastore 43), nell’ambito di “Per non perdere la Direzione”. Si tratta di un evento collaterale di supporto e anticipazione del Convegno “Direzione Prevenzione” che tornerà – in un appuntamento ormai consolidato – per la quarta edizione il 12 e 13 aprile 2019.

Sono una decina di pazienti curate presso la Breast Unit dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena, di cui è responsabile il Prof. Giovanni Tazzioli che, per lanciare un messaggio positivo e sostenere altre donne ancora in cura, hanno deciso di sfilare in passerella per beneficienza. I contributi raccolti nell’ambito della serata, ad accesso libero e che si svolgerà a partire dalle ore 19.00 fino verso le 22.00, serviranno infatti a finanziare il progetto “Comfort della cura”, all’interno del percorso della Breast Unit del Policlinico di Modena, per allestire un’area dedicata ai colloqui delle pazienti, in cui – grazie a specifici accorgimenti come ad esempio la cromoterapia – possano sentirsi accolte e a proprio agio nell’ambito del percorso che stanno seguendo.

L’idea della serata – patrocinata dal Comune di Modena – è stata subito accolta con entusiasmo dalla fashion designer Sandra Notari di SN 54 studio, che si è prestata per vestire le modelle d’eccezione, creando e rivisitando per l’occasione una serie di capi. Ma non è finita: ad accompagnare la sfilata ci saranno anche le meravigliose danzatrici aeree della palestra Arte Equilibra, in uno spettacolo a cura di Giuliana Pinelli.

L’appuntamento sarà introdotto dal Prof. Giovanni Tazzioli, che precisa: “Si tratta di un gruppo di donne davvero eccezionali che si sono prestate, con la massima disponibilità, per rendere possibile l’iniziativa. Le ringrazio davvero per la positività del messaggio che stanno lanciando e per la forza che stanno dimostrando. Basti pensare che una di loro è stata operata in settembre”.

Nel corso della serata avrà luogo una degustazione a cura della start up “Sorelle in erba”, caratterizzata da prodotti sani e del nostro territorio, per la promozione di una corretta alimentazione. Da ricordare infine che l’iniziativa è realizzata grazie al prezioso sostegno di Acetaia MalagoliPellicceria CavazzutiAziende Agricole Chiarli e ManicardiCarpe Diem parrucchieriFree’n’Joy allestimenti floreali e, per le grafiche, Francesca Palladini di Studio Undici.

 

Dopo il tumore al seno sfilano con gli abiti di alta moda fatti su misura


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Moda: FILATA STILISTA STEFANO RICCI IN STAZIONE CENTRALE, EMOZIONE UNICA PER EVENTO ALTO LIVELLO

Interessante connubio tra moda & cultura. 

PRESENTE ANCHE L’ASSESSORE REGIONALE ALLE INFRASTRUTTURE TERZI

(mi-Lorenteggio.com)  Milano, 27 novembre 2018  –  L’assessore regionale al Turismo,
marketing territoriale e Moda Lara Magoni ha partecipato oggi
alla presentazione della collezione autunno-inverno 2019-2020
dello stilista toscano Stefano Ricci, avvenuta presso la Sala
Reale della Stazione Centrale di Milano.

LOCATION ESEMPIO DI DINAMISMO ITALIANO – “Sono molto orgogliosa
che la Stazione Centrale di Milano e la Lombardia siano stati
scelti dallo stilista Stefano Ricci per presentare la sua
collezione di moda. Un’emozione unica poter assistere ad un
evento di così alto livello: presentare una collezione in una
location che è esempio italiano di dinamismo e storia del nostro
Paese è sicuramente un valore aggiunto”.

CREATIVITA’ TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE – “Grazie alla
fondazione Fs e con l’arrivo di un treno storico originale del
1904 – ha proseguito Magoni – lo stilista ha saputo interpretare
la creatività tra tradizione e innovazione di un’azienda che fa
del saper fare artigiano la sua forza. Un chiaro segnale di
apertura di un mondo spesso esclusivo e che invece in questa
occasione decide di mostrarsi alla città e alla nostra regione
in tutta la sua bellezza ed arte. E quindi voglio ringraziare
Stefano Ricci per questa importante occasione, vero e proprio
ambasciatore del Made in Italy nel mondo”.

MILANO E LOMBARDIA LEADER NELLA MODA – “D’altronde – ha detto
ancora l’assessore – proprio Milano e la Lombardia sono le
capitali della moda a livello internazionale: la nostra regione
produce un fatturato di più di 35 miliardi di euro e offre
lavoro a oltre 209 mila addetti. Numeri da record che sono certa
possano ancora crescere. La moda uomo infatti, sta acquisendo
sempre più valore nel nostro Paese, il 2017 ha visto una
crescita delle vendite all’estero del +5,2%, con una quota pari
a 6,1 miliardi, su 9,3 miliardi di euro di fatturato annuo”.

“Non dobbiamo fermarci – ha chiosato Magoni – e il nostro
obiettivo è saper cogliere le opportunità di sviluppo e di
crescita offerte dalla moda, settore nevralgico per la nostra
economia e volano strategico delle eccellenze italiane a livello
internazionale”.

TERZI:STAZIONE CENTRALE PERLA DA VALORIZZARE – All’evento ha
partecipato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture,
Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Terzi. “La Sala Reale
della stazione centrale di Milano – ha commentato – è un
autentico gioiello adatto a ospitare eventi di prestigio come
quello odierno, e può rappresentare un valore aggiunto per
sviluppare nuove potenzialità in chiave turistica. É una perla
da valorizzare. In questo senso ringrazio il direttore generale
di Fondazione Fs, Luigi Cantamessa, che sta lavorando per far
conoscere il patrimonio storico delle Ferrovie, con positive
ricadute per la Lombardia: penso al successo dei viaggi
organizzati con locomotive e convogli d’epoca che hanno
appassionato tanti lombardi e tanti turisti”.

 

https://www.mi-lorenteggio.com/2018/11/27/moda-magoni-sfilata-stilista-stefano-ricci-in-stazione-centrale-emozione-unica-per-evento-alto-livello/72092/

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Corporate Fundraising, Events & PR per Campagne Crowdfunding

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https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-1/p50x50/37024717_2019220591434848_1519184650478551040_n.png?_nc_cat=102&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=3d87359e31397ff6a255c1aeef85d411&oe=5C741639

Assieme a Feel Crowd e altri professionisti, il 1 Ottobre Piani Projects ha iniziato il percorso di accompagnamento su Events & PR per realizzare eventi per generare più crowd attorno alle 5 campagne di crowd funding  — with Handy SuperabileCooperativa Sociale Il GirasoleLiMo – Linguaggi in Movimento,Quarto Spazio and Associazione Tumori Toscana – ATT Onlus.

Le campagne sono online dal 9 Novembre al 15 Dicembre le campagne crowdfunding, curiosate al seguente link per vedere come stiamo lavorando per la comunità e come potete sostenere i progetti ai quali abbiamo lavorato.

 


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Cena Pre-Natalizia per Dynamo Camp

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Come Ambasciatrice del Dynamo Camp dal 2008 ho piacere di invitarvi a partecipare a questa iniziativa di raccolta fondi e anche filantropica per sostenere una campership di un bambino gravemente malato o con malattia cronica, affrettatevi a prenotare. Siamo 20 volontari in attesa di potervi servire una cena speciale e di regalarvi una serata speciale per grandi e piccini!

IMPERDIBILE CENA PRE-NATALIZIA PER DYNAMO CAMP!

FESTEGGIAMO INSIEME L’ARRIVO DELLE FESTE E DONIAMO UNA SETTIMANA DI ALLEGRIA A UN BAMBINO GRAVEMENTE MALATO E ALLA SUA FAMIGLIA PRESSO IL DYNAMO CAMP.

Vi offriremo Antipasto, Primo, Secondo, Contorno, Dessert, Vino, Acqua – Vera Cucina e Sapori a cura di #giuseppe_i_love_cooking/
Servizio e intrattenimento a cura dei Volontari Dynamo.

Menù Adulti: Tortino Verde in salsa d’Oriente con soffice di Mortadella | Gnocchetti croccanti di semola al profumo verde di natura | Cornetto di Pollo con anima Calabrese su insalatina fresca | Panna cotta su biscotto decorata al Caramello | Acqua | Pane grani antichi Cerealem | Vino Chianti Ruffino

Menù Bambini (3-12 anni): Crostini di fegatini | Tortiglioni al Sugo | Polpette rustiche con patatine fritte | Muffin | Acqua e Pane |

Intrattenimento bimbi a cura dei Dynamici & Spettacolo VIP!!!

Intero ricavato a favore di Dynamo
Offerta Minima Adulti €25 Bimbi €12
e avrete anche la possibilità di acquistare panettoni/pandori, calendari come regali natalizi e di sostenere Dynamo Camp.

Prenotazione obbligatoria
elena@pianiprojects.com
Elena Piani Info: 346 0846579

Dynamo Camp, il primo camp di Terapia Ricreativa in Italia
per bambini con malattie gravi o croniche. Regala a un bambino gravemente malato la gioia di essere solo un bambino!
…dove la vera cura è ridere e la medicina è l’allegria!

www.dynamocamp.org

Un Grazie anticipato per la vostra partecipazione
dal Gruppo Ambasciatori & Volontari Dyanmo

Si ringrazia per la collaborazione: Centro Anziani Q2 Villa Bracci, Vino Chianti RUFFINO, Forno Cerealem, VIP Onlus


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Elena Piani speaker @ “Parole Plurali: la forza di una lingua in più” il 29.11.18 c/o Impact Hub Firenze

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Parlare una lingua in più: è una forza o una fatica? Punti di vista e storie vere per scoprire il valore di un contesto sociale plurale in cui le lingue circolano e in cui tutte le lingue sono accolte in maniera positiva, in un’ottica di valorizzazione della diversità. Senza però sottovalutare l’impegno, personale e di comunità, che questo comporta.

– Luna Badawi, laureanda in ” Strategie della comunicazione pubblica e politica” presso l’Università degli Studi di Firenze e mediatrice linguistico culturale > Bilinguismo e biculturalismo: due binari che camminano insieme, ma non sempre s’incrociano
– Lola Barcelo, Kalandraka > Kalandraka edizioni, un corridoio culturale nel sud del Mediterraneo
– Francesca Bensi, Limo > Una lingua in più: un progetto per promuovere il plurilinguismo a Firenze
– Marzia Emmer, Emmer School > L’esperienza di una scuola dell’infanzia bilingue a Firenze: sogno o realtà?
– Claudia Manetti, assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Siena DISPOC (Department of Social, Political and Cognitive Science) > Conoscere il bilinguismo attraverso la ricerca scientifica
– Elena Piani, freelance italo-neozelandese > Confessioni di una figlia, professionista e mamma poliglotta

Per i piccoli: Letture e animazione in inglese per bambini/e da 3 anni
E per finire… continueremo a parlare molte lingue davanti a uno spritz! 🙂

Questo il link per registrarsi: https://bit.ly/2R4ZuQx

E qui l’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/734294460271395/


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Confindustria: quasi il 60% delle associate prevede forme di welfare aziendale

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Interessante ricerca di Condindustria in tema di #welfareaziendale. A mio avviso, si sta ancora lavorando in “spazi” non particolarmente innovativi del welfare, legati ad una #comunicazioneinterna più efficiente ed efficace, preferibilmente anche integrata con la #comunicazioneesterna. Per quanto concerne lo #smartworking è in ascesa, anche se da una mia ricerca, molte sono ancora in fase pilota, e purtroppo è vista molto come lavorare da casa, invece che in spazi #coworking.

Segue articolo di Valentino Santoni pubblicato su Secondo Welfare 20 novembre 2018

È questo il risultato di un’indagine effettuata dal Centro Studi della Confederazione degli industriali che ha coinvolto oltre 4.200 imprese

Lo scorso 13 novembre il Centro Studi di Confindustria ha reso pubblica la nota numero 5/2018. Il documento fornisce alcuni dati interessanti in merito all’utilizzo di forme premiali e strumenti di welfare aziendale da parte delle imprese iscritte alla Confederazione degli industriali. I risultati dell’indagine che sarà riportata in seguito si riferiscono ad un campione di 4.207 aziende e ad un totale di 726.642 lavoratori.

La diffusione delle forme premiali nelle imprese di Confindustria

Secondo la rilevazione, condotta tra marzo e maggio 2018, circa il 21% delle imprese del campione considerato avrebbe introdotto degli strumenti premiali destinati ai dipendenti attraverso la contrattazione aziendale. Questa dinamica sembrerebbe essere maggiormente diffusa tra le realtà di medio-grandi e grandi dimensioni. Se si considera ad esempio il settore dell’industria, infatti, la percentuale delle realtà che prevede forme di Premi di Risultato passa dal 10% tra le aziende con meno di 15 addetti al 32% tra quelle con 16-99 addetti; raggiunge invece il 73% tra quelle con più di 100 dipendenti.

Si sottolinea comunque che, rispetto agli anni precedenti, la diffusione dei contratti aziendali che prevedono l’erogazione di premi risulta in lieve aumento (+2% rispetto allo stesso periodo del 2017).

Il 16% delle imprese che prevedono l’erogazione di un premio variabile collettivo ha introdotto anche la possibilità per i lavoratori di convertire l’importo premiale in un budget da spendere in beni e servizi di welfare. Come previsto dalla Legge di Stabilità del 2016, la scelta di strumenti di welfare aziendale consente di accedere ad una serie di sgravi e vantaggi di natura fiscale.

Ad ogni modo, anche in tale caso questa dinamica contrattuale tende ad essere più diffusa nelle grandi realtà: considerando ancora una volta il caso dell’industria, il rapporto sottolinea come la possibilità di conversione del premio in welfare sia prevista dal 9,6% dei contratti in imprese fino a 15 dipendenti, dal 19% in quelle con 16-99 addetti e dal 30% in quelle con oltre 100 addetti.

La diffusione del welfare aziendale

Osservando più da vicino il fenomeno del welfare aziendale, il documento evidenzia che quasi il 58% delle imprese considerate eroga uno o più servizi di welfare ai propri dipendenti non dirigenti; come nel caso dei premi, però, queste percentuali tendono ad aumentare sensibilmente nelle imprese di grandi dimensioni e diminuire nelle piccole. Questa dinamica è ben evidenziata all’interno della Tabella 1.

La misura di welfare più diffusa è l’assistenza sanitaria: quasi la metà delle aziende associate versa regolarmente contributi in fondi integrativi (44%), principalmente in applicazione di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di categoria (38%). La diffusione della previdenza complementare è al 27%, anch’essa soprattutto in attuazione di CCNL (24%). Per entrambe queste forme di welfare, la percentuale relativa alla loro diffusione sale notevolmente tra le imprese con più di 100 dipendenti: si arriva infatti al 76% per la sanità integrativa e al 73% per la previdenza complementare.

Seguono poi le somministrazioni di vitto (come ad esempio i buoni pasto e le mense aziendali) e i fringe benefit (tra cui i prestiti agevolati, le autovetture ad uso promiscuo, il cellulare aziendale, etc.), i quali sono messi a disposizione da circa una azienda su 5 (21% e 19%). Questi strumenti – non molto vicini alla logica sociale del welfare – sono principalmente previsti su base unilaterale (rispettivamente 13% e 16%).

Somme e servizi previsti dall’articolo 100 del Tuir – cioè quelli con finalità di educazione, istruzione o ricreazione rivolti ai dipendenti – sono erogati da circa una realtà su 20 (il 5%); una quota simile di imprese (6%) eroga invece servizi relativi all’istruzione e all’educazioni destinati ai figli dei dipendenti (articolo 51, lettera f-bis). Da notare però che queste percentuali salgono di quasi quattro volte (rispettivamente 18% e 22%) tra le grandi imprese.

Mediamente al 7% (ma 18% tra le grandi imprese) la diffusione del “carrello della spesa”, un altro tipo di erogazione che offre un concreto sostegno al potere di acquisto dei dipendenti, ancor più se previsto attraverso la previsione di convenzioni e sistemi di scontistica. Al 2% invece la diffusione di servizi di trasporto collettivo (la percentuale sale al 9% tra le grandi).

Si ferma in media al 3% la diffusione di forme di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, voce che probabilmente prenderà maggiore peso in futuro sia per la recente estensione degli incentivi fiscali introdotta con la Legge di Bilancio del 2017, sia per la crescente domanda a fronte dell’invecchiamento della popolazione. Tra le grandi imprese questo tipo di interventi è implementato già dal 10% del campione.

Tabella 1: Quota percentuale di imprese che erogano ciascun servizio ai propri dipendenti non dirigenti, per dimensione aziendale e fonte istitutiva del welfare
http://www.secondowelfare.it/edt/image/Immagine(10).jpg
Fonte: Centro Studi di Confindustria, Nota numero 5/2018

Il lavoro agile

L’indagine del Centro Studi di Confindustria ha approfondito poi il tema dell’organizzazione del lavoro, monitorando la diffusione di forme di lavoro agile presso le imprese associate selezionate nel campione. Il risultato della rilevazione è che circa un’impresa su 20 (5%) ha dichiarato di aver introdotto lo smart working; la percentuale sale all’11% nelle realtà con oltre 100 addetti.

In merito alla contrattazione di questa specifica materia, dal documento si evince che il lavoro agile è regolato nel 76% dei casi da accordi individuali. Vi è poi un 15% di aziende che ha introdotto anche una regolamentazione aziendale e un 6% che include il tema nella contrattazione collettiva aziendale.

Welfare aziendale: il forte gap tra piccola e grande impresa

Come già messo in evidenza da altre indagini che hanno toccato il tema del welfare aziendale, la diffusione del fenomeno sembra essere particolarmente influenzata da alcune specifiche variabili. Tra queste vi è quella relativa alla dimensione dell’impresa. Secondo il Centro Studi di Confindustria, infatti, la presenza di prestazioni di welfare – specialmente attraverso la contrattazione aziendale – è fortemente condizionata dal numero di collaboratori di un’azienda.

Questa particolarità è stata evidenziata da molte survey recenti, come ad esempio quella realizzata periodicamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in merito alle forme premiali aziendali, oppure quella dell’Ocsel, l’Osservatorio di Cisl sulla contrattazione di secondo livello, o ancora quella realizzata nel 2017 dal nostro Laboratorio che ha coinvolto le imprese emiliano romagnole.

Infine, stando ai dati forniti da Confindustria, parrebbe esserci una tendenza ad introdurre il welfare in azienda attraverso decisioni unilaterali. Se si escludono infatti sanità integrativa e previdenza complementare – diffuse soprattutto attraverso la contrattazione collettiva – le imprese che prevedono strumenti di welfare per mezzo della contrattazione aziendale di secondo livello sono la minoranza. C’è da dire però che anche tale dinamica varia a seconda della classe dimensionale dell’impresa.

La tendenza a strutturare piani di welfare non prevedendo il coinvolgimento della controparte sindacale è un aspetto già emerso in alcune ricerche. Tra queste è possibile menzionare Welfare Index PMI 2018, indagine promossa da Generali con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni, e dalla survey di Easy welfare.

Riferimenti

Centro Studi di Confindustria, Nota numero 5/2018

Fonte http://www.secondowelfare.it/privati/aziende/confindustria-quasi-il-60-delle-associate-prevede-forme-di-welfare-aziendale.html

 


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LA VIOLENZA DOMESTICA SI DEVE PREVENIRE,  SI PUÒ PREVENIRE

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LA VIOLENZA DOMESTICA SI DEVE PREVENIRE,
SI PUO’ PREVENIRE

La violenza domestica è una piaga che riguarda anche te, la tua città, la tua regione, il tuo paese.
Noi tutti dobbiamo informarci, per renderci conto della diffusione, della pericolosità e dei costi di questo fenomeno, per impegnarci insieme a prevenirlo.

Le donne vittime di violenza vanno sostenute e protette. Gli uomini violenti vanno aiutati a cambiare. I minori che hanno subito violenza, assistendo alle violenze, vanno protetti ed aiutati a non essere anch’essi le vittime di oggi o diventare i violenti di domani.
La violenza domestica si deve – e si può – prevenire. La violenza domestica danneggia la persona e la società. La violenza domestica riguarda tutti e non è un fatto privato!

La violenza sulla donna ha conseguenze drammatiche e spesso irreparabili. All’interno di una relazione, quando l’uomo usa violenza sulla donna spesso coinvolge anche i figli, compresi i minori. Nel 91% dei casi di violenza nella relazione, la vittima è la donna. Ogni 2 giorni, in Italia, è uccisa una donna dal partner o dall’ex partner. I minori coinvolti nella violenza familiare, oltre a subire traumi psicologici e affettivi, sono esposti all’alto rischio di riprodurre situazioni di violenza, da adolescenti e da adulti.

I CAMPANELLI D’ALLARME
Quali sono i segnali premonitori della violenza domestica? Come possiamo riconoscerli?

La donna:
• Si sente sminuita e controllata
• È isolata dalle amicizie e dalla famiglia d’origine
• Rimane in casa, ha paura di uscire
• Si trascura, è triste e depressa
• Non ha più stima in se stessa
• È spaventata e percepisce pericolo per sé o per i figli
• Nasconde lesioni o ferite che giustifica come incidenti
• Giustifica i maltrattamenti con spiegazioni vaghe

L’uomo:
• Ha scarso controllo dei suoi impulsi
• Cerca di isolare la donna
• Controlla la partner in tutto: dal lavoro alle spese, alle amicizie, agli spostamenti …..
• Limita la libertà della partner, perché la considera una “cosa” che appartiene solo a lui
• Dimostra una gelosia ossessiva verso la partner
• Umilia la donna, privatamente e pubblicamente, con gesti e parole
• Ha comportamenti violenti anche fuori dalla famiglia

Il minore:
• E’ spesso triste, senza motivi apparenti
• Rifiuta di parlare dei propri genitori o inventa storie fantastiche sulla sua famiglia
• Appare trascurato, viene spesso mandato da parenti e amici, non viene accudito
• Ha disturbi del sonno, dell’apprendi-mento e dell’attenzione
• È iperprotettivo nei confronti della madre ed ha atteggiamenti di paura verso il padre
• Riproduce scene di violenza nei giochi da solo o ostenta comportamenti di bullismo

PREVENIRE E’ CAMBIARE LA CULTURA
Tutti noi consideriamo la violenza un male e un reato. Tutti condanniamo la violenza. Quando però la violenza viene usata all’interno della relazione affettiva,
siamo più inclini a “comprendere” che a condannare. E, se anche non la giustifichiamo, non interveniamo perché pensiamo che non siano fatti nostri.

La violenza è sempre da condannare, non va mai giustificata, ed è ancora più grave se coinvolge anche i minori.

PERCHE’ prevenire
• Per evitare sofferenze a donne e minori
• Per scongiurare che la violenza di oggi generi altra violenza domani
• Perché curare la violenza subìta costa molto di più che prevenirla
• Per impedire che la violenza, la paura, le minacce, i ricatti, impediscano alla donna di reagire e all’uomo di cambiare
• Per arrivare in tempo: prima che la violenza diventi cronaca

COME prevenire
• Modificando il nostro modo di pensare: la violenza non è un fatto privato ma ci riguarda tutti
• Formando gli operatori sanitari e giudiziari, le forze dell’ordine, gli educatori
• Educando i giovani al rispetto della persona e a condannare la violenza sulla donna
• Cambiando i molti pregiudizi sul “ruolo sociale” della donna
• Aiutando gli uomini con tendenze violente

QUANDO prevenire
• Ogni volta che partecipiamo, sia direttamente che indirettamente, a violenze o maltrattamenti fisici, sessuali, psicologici ed economici
• Quando avvertiamo intorno a noi un campanello d’allarme
• Ogni volta che qualche amica/o, conoscente, vicina/o di casa, familiare, allieva/o, si trova in situazioni di violenza domestica

Amici, conoscenti, parenti, vicini di casa, impariamo a riconoscere i tanti volti della violenza e impegniamoci a combattere il silenzio

NON ASPETTIAMO CHE SIA TROPPO TARDI

Numero verde ANTIVIOLENZA E STALKING 1522 (24 ore su 24)

Città metropolitana di Firenze
• Associazione Artemisia Centro donne contro la violenza “Catia Franci” Onlus; email: artemisia@fol.it, indirizzo web: www.artemisiacentroantiviolenza.it, tel. 055 601375 e 055 602311
• Centro Aiuto donna Lilith Empoli; email: centrolilith@anpas.empoli.fi.it, indirizzo web: www.lilithcentroaiutodonna.it, tel. 0571 715256

Provincia di Prato
• La Nara; email: lanara@alicecoop.it, indirizzo web: www.alicecoop.it, tel. 0574 34472

Provincia di Pistoia
• Aiuto Donna; Servizio del Comune di Pistoia c/o Assessorato Politiche Sociali; email: aiutodonna@comune.pistoia.it, indirizzo web: www.comune.pistoia.it, tel. 0573 21175
• Liberetutte; email: info@liberetutte.org, indirizzo web: www.liberetutte.org, tel. 340 6850751

I siti web dei centri antiviolenza della Regione Toscana
• http://www.regione.toscana.it/-/i-siti-web-dei-centri-antiv…

A cura di Cittadinanzattiva toscana onlus


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Partecipare ad un sistema economico circolare

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Mercoledi abbiamo concluso la prima fase del percorso di #economia#circolare offerto dalla Camera di Commercio di Firenze assieme la scuola Sant’Anna di Pisa.

Tre i nostri tavoli di confronto #food #moda#servizi.

La giuria ha valutato valide tutte e 9 le azioni proposte, ma andremo avanti su 3 azioni nel 2019.

Una piattaforma “nostra” di best practices valorizzando anche quelle esistenti europee di italiane, la misurazione della circolarità per azzerare lo #spreco, e la messa in rete di #fornitori qualificati.

Il focus sul quale lavorare è di rete e partnership, e intersettorilità #sistema #imprese #collaborazione #winwin#collectiveaction

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