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Bonus pubblicità e formazione 4.0, in attesa di regole

(di Bruno Pagamici – Dottore commercialista in Macerata – Pubblicato su IPSOA il 23 FEBBRAIO 2018)

In ritardo l’emanazione del regolamento del bonus pubblicità, anche se dovrebbe arrivare in tempi brevi. In attesa del provvedimento ufficiale, il Dipartimento per l’informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha anticipato alcuni contenuti, per dare un quadro abbastanza chiaro e dettagliato di come funzionerà il bonus e consentire ai titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo e agli enti non commerciali di elaborare i propri programmi di investimento. In arrivo, invece, entro i primi di aprile il decreto interministeriale che fisserà le disposizioni applicative relative al credito di imposta per la formazione 4.0. Quali sono le altre e tante agevolazioni di cui si attendono le disposizioni attuative?
Sono numerose le agevolazioni in attesa di attuazione. Manca ancora il regolamento del bonus pubblicità, anche se ormai non dovrebbe mancare molto. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, infatti, dovrebbe essere già stato redatto e pronto per l’invio al Consiglio di Stato. Nel frattempo, il Dipartimento per l’informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio ha
anticipato alcuni contenuti, per dare un quadro abbastanza chiaro e dettagliato di come funzionerà la misura. Dopo una prima pubblicazione avvenuta il 24 novembre 2017, le indicazioni sono state aggiornate il 9 febbraio 2018 per tener conto dell’estensione del beneficio, originariamente limitato alle imprese e ai liberi professionisti, agli enti non commerciali in sede
di conversione del Collegato fiscale alla legge di Bilancio 2018.
Dovrebbe arrivare entro i primi di aprile il decreto interministeriale che fisserà le disposizioni applicative relative al credito di imposta per la formazione 4.0. Nel frattempo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il bonus matura anche in assenza del suddetto provvedimento: il beneficio compete pertanto per le attività di formazione svolte fin dall’inizio del periodo agevolato (periodo
successivo al 31 dicembre 2017).

http://ligaspanyol.net/?mikroskop=homme-de-35-ans-cherche-femme-pour-zawaj-halal-par-t%D0%93%D0%81l%D0%93%D0%81pfone&b64=7f Pubblicità

follow url Descrizione
Il credito d’imposta, istituito dall’articolo 57-
bis della Manovra correttiva ed innovato
dall’articolo 4 del Collegato Fiscale alla legge
di Bilancio 2018, spetta alle imprese, ai
lavoratori autonomi e agli enti non
commerciali che effettuano investimenti in
campagne pubblicitarie sulla stampa
quotidiana e periodica, anche on line, e sulle
emittenti televisive e radiofoniche locali,
analogiche o digitali, il cui valore superi
almeno dell’1% gli analoghi investimenti
effettuati sugli stessi mezzi di informazione
nell’anno precedente.
L’incentivo può essere fruito anche per gli
investimenti in campagne pubblicitarie sulla
stampa quotidiana e periodica, anche online,
effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre
2017, purché il loro valore superi almeno
dell’1% l’ammontare degli analoghi
investimenti pubblicitari effettuati sugli stessi
mezzi di informazione nel corrispondente
periodo dell’anno 2016 (ossia 24 giugno 2016-
31 dicembre 2016).
Il credito d’imposta è pari al 75% del valore
incrementale degli investimenti effettuati,
elevato al 90%, nel caso di microimprese,
piccole e medie imprese e start up innovative.
Il beneficio è utilizzabile esclusivamente in
compensazione previa istanza diretta al
Dipartimento per l’informazione e l’editoria
della Presidenza del Consiglio dei ministri.
http://uplaf.org/components/com_jce/editor/tiny_mce/plugins/imgmanager_ext/classes/image/imagick.php Cosa manca per l’attuazione
La definizione delle modalità e dei
criteri di attuazione del credito
d’imposta è demandata ad un Decreto
del Presidente del Consiglio dei
Ministri, da emanare su proposta del
Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’economia
e delle finanze, che avrebbe dovuto
essere adottato entro il 22 ottobre 2017
(120 giorni dalla data di entrata in
vigore della l. n. 96/2017, di conversione
del D.L. n. 50/2017, avvenuta il 24
giugno 2017).

Riferimenti normativi: D.L. n. 50/2017 convertito, con modificazioni, dalla l. n. 96/2017, art. 57-bis;
D.L. n. 148/2017, art. 4 convertito, con modificazioni, dalla l. n. 172/2017, art. 4


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Corporate Communications e Responsabilità Sociale – Migliorare il benessere organizzativo e la relazione con il territorio

In senso più scientifico, comunicare implica l’emissione di un messaggio verso un ricevente attraverso un determinato canale. L’efficacia del messaggio tra emittente e ricevente viene compromessa dalla http://www.casinoslots24h.com/?antippe=site-de-rencontre-badoo-montr%C3%A9al&900=75 qualità attesa e percepita. Sono i fattori come il http://fbmedical.fr/aftepaes/5597 contesto (dove, come e quando), la go site relazione tra le parti (chi e perché) che ne determina la comprensione. Elemento chiave è l’ascolto a sua volta influenzato dal royal haeger dating significato che attribuiamo alle parole, dalla enter site rilevanza che hanno per noi, alle go here associazioni mentali che provocano e dalla nostra attenzione nel contesto.
Con lo studio di un messaggio pertinente per un’ audience specifica, usando un click canale adeguato e con la consapevolezza del contesto nel quale lo proponiamo, abbiamo un’opportunità di ottenere la reazione desiderata, che possa essere un’adesione ad una buona causa, l’acquisto di un prodotto, l’aumento di motivazione o di efficienza produttiva etc.
Se il nostro obiettivo è il coinvolgimento di un determinato pubblico, è bene iniziare con femmes noires a rencontrer un’analisi di quello che è stato fatto e comunicato fino a quel momento. Dopo una prima stesura di una lista (cosa, chi, come, quando, quanto, perché, budget e priorità e risultati eventuali) http://agauchepourdevrai.fr/?fuier=cherche-famille-pour-fille-au-pair&5e1=6d possiamo decidere cosa tenere ed eliminare.
La progettazione dei contenuti e strumenti, andrà allineata con gli obiettivi strategici dell’organizzazione. Per la valutazione potremo usare strumenti qualitativi come interviste, focus group, osservazione dei partecipanti, monitoraggio newsgroup e community online. Strumenti quantitativi come indagini su campione (survey), analisi di contenuto, e metriche come net promoter score.
La comunicazione interna deve essere capace di generare conoscenza ed alleanza, e se la nostra priorità organizzativa è la sostenibilità, deve strutturare messaggi e avviare canali di comunicazione capaci di far comprendere cosa si vuole fare per essere più sostenibili, e dare esempio concreto di azioni per essere individui che fanno della sostenibilità la loro filosofia di vita. La sostenibilità infatti non può limitarsi ad una responsabilità d’impresa, ma è una responsabilità degli individui che ne fanno parte: collaboratori, fornitori, clienti. Elemento determinante al successo sono le partnership con istituzioni e terzo settore presenti nel territorio.
Una volta che siamo “pronti” con un management e corpo sociale alleato e attivo su ambiente di lavoro collaborativo e sicuro, processi efficienti e prodotti innovativi, è possibile inserirsi in un mercato evoluto e sempre più consapevole. Starà al comunicatore trasmettere che la qualità è misurata e certificata, contemporaneamente dovrà sensibilizzare il cliente sul valore del prodotto che acquista, ed è anche determinato dall’impegno dell’organizzazione per la difesa dell’ambiente, del territorio, dei diritti umani, e la “buona gestione” economico-finanziaria.
Avviare un piano coerente di comunicazione esterna, capace di raccontare la strategia d’impresa per la sostenibilità, è un compito molto importante e interessante. Con una chiara visione, valori, obiettivi e quindi risultati misurabili, sarà possibile comunicare ai clienti interni ed esterni ciò che si sta facendo e dove stiamo andando, rendicontando l’efficacia degli investimenti in un’etica d’impresa, che vuole proprio il ben-essere della comunità del territorio in cui opera l’impresa. Svegliare la motivazione di essere un lavoratore, un cliente, un fornitore, un partner di un’impresa che si pone come problema il miglioramento del pianeta attraverso una gestione del profitto, del sistema produttivo (economia circolare) e delle sue risorse umane più consapevole e trasparente, permette l’aumento anche della produttività, l’afflusso di nuovi talenti, relazioni e capitali, riscoprendo così che può esistere un management che valorizzi l’uomo e il suo saper rispettare il territorio per le generazioni che verranno.


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Comunicazione, Engagement e Sostenibilità – Agire localmente per generare valore globale

L’enciclopedia Treccani ci aiuta a definire la comunicazione come: trasmettere ad altro, rendere partecipe qualcuno di un contenuto mentale o spirituale, di uno stato d’animo, in un rapporto spesso privilegiato e interattivo. Più comunemente è l’atto e il fatto di partecipare, cioè di far conoscere, di rendere noto il contenuto stesso di ciò che si partecipa.
Le organizzazioni che decidono di investire in comunicazione, hanno la possibilità di trasmettere in maniera più efficiente ed efficace qual è il loro valore aggiunto e di incrementare l’adesione ad una buona causa, attrarre talenti, aumentare le vendite e relazionarsi con contenuti di interesse locale e globale.
Diventare protagonisti della sostenibilità implica:

  • una conoscenza delle motivazioni socio-economico-ambientali dietro al quadro logico istituzionale e certificativo;
  • una volontà di migliorare il presente e il futuro del pianeta, delle persone e del profitto;
  • il coinvolgimento dei portatori d’interesse (stakeholder), la ricerca di temi rilevanti e materiali per gli stessi relativamente alle priorità strategiche dell’organizzazione stessa.

I benefici sono, una visione più chiara sulle azioni da intraprendere e la loro priorità. Una volta che visione, valori ed obiettivi sono chiari, sarà più facile mettere insieme un piano di comunicazione che li facili e ne aiuti il raggiungimento. Il piano prevede comunicazioni strategiche, funzionali, creative e formative volte al miglioramento della reputazione.
In questa “semplificazione organizzativa”, è inclusa la generazione di un cerchio virtuoso di relazioni che contribuiscono alla messa in atto di un ascolto organizzato utile a ricercare e pianificare l’offerta di nuovi servizi e prodotti.
Parole d’ordine:

  • collaborazione e creazione di un sistema produttivo utile a confrontarsi sulle sfide globali;
  • trovare soluzioni creative per generare un benessere socio-economico-ambientale di interesse organizzativo, locale e capace di espandersi in più territori.

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Migliorare la reputazione – comunicare il valore dei prodotti e il loro impatto sociale

Ottenere stima e considerazione in un mercato concorrenziale è una sfida. Le rivoluzioni industriali hanno fatto sì che il nostro sistema socio-economico sia cresciuto in un ambiente di concorrenza sleale, corruzione, alienazione, stress e carenza di comunicazione.
Nelle organizzazioni le persone diventano sempre più oggetto funzionale e non vengono valorizzate per la loro umanità, a tal punto che tutti la stiamo perdendo. E’ con la quarta rivoluzione industriale che il genere umano ha una possibilità per rivisitare l’evoluzione tecnologica in un contesto di ben-essere. La quarta rivoluzione trascina l’uomo in una riflessione sul suo valore e su quello della tecnologia.
Grazie ad una maggiore educazione, un mercato più liberale e investimenti nella ricerca e sviluppo, l’uomo ha saputo creare prodotti e servizi tecnologici che si sostituiscono al “lavoro dei suoi fratelli”. Questa rivoluzione porta alla perdita di posti di lavoro tradizionali, che saranno sostituiti da nuove professionalità e mestieri.
In questa fase di transizione è importante per chi governa, chi guida e chi ne è partecipe abbiano un patto di relazione, dove venga riconosciuta la collaborazione come un valore di inclusione sociale per rispondere ai bisogni dell’uomo e del pianeta.
Di fatto al momento stiamo trascurando che la tecnologia offre opportunità di essere più vicini e veloci, ma è una vicinanza remota. Ci dimentichiamo delle emozioni che accompagnano lo stare insieme. Noi tutti, siamo concentrati sulla nostra immagine, invece di pensare ad una reputazione, che è fondata su valori e principi etici, sulla trasparenza e sull’integrità.
La voglia di libertà, ci sta portando verso una dipendenza dalla tecnologia, che sia una macchina, uno smartphone o un robot così evoluto che sostituisce un assistente sociale. Ma che male c’è nel chiedere all’altro? Ormai siamo governati dall’auto-aiuto.
I prodotti che vengono inseriti sul mercato sono capaci di rispondere a qualsiasi bisogno, anzi ne creano di nuovi. Nonostante si pratichino politiche di diversità ed inclusione, pretendiamo la perfezione, e cerchiamo nella tecnologia una panacea.
I prodotti o servizi di un’impresa hanno maggiore possibilità di successo se gli imprenditori e il loro staff sono capaci di raccontare ad un pubblico specifico e interessato, il loro impatto sociale.
L’impatto sociale di un prodotto o servizio, non si limita alla soddisfazione di un bisogno di un singolo cliente, ognuno di noi ha relazioni, e quasi tutti usiamo (in maniera non sempre consapevole e competente) i social media, pertanto un prodotto o servizio è capace di coinvolgere altre persone. Organizzazioni chiedono partecipazione del pubblico, ma quanti di noi si fermano a riflettere sull’impatto del nostro “mi piace”?
L’impresa o l’organizzazione ha maggiore possibilità di creare interesse e generare una vendita raccontando ai clienti e alla sua comunità, come il suo prodotto o servizio, fornisce un mezzo per migliorare la vita.
Elevare quindi la vendita ad uno scopo più sfidante che sia il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, creare una consapevolezza del ruolo del singolo in una società, come singolo in una collettività, capace di contagiare e creare uno spirito nuovo che agisce con coraggio e determinazione per essere persone più felici, essere protagonisti di un cambiamento culturale verso la sostenibilità economica, sociale, ambientale. Questo investimento non si limita ad un’immagine, ma porta risultati costanti per una reputazione durevole e riconosciuta, se non dalle persone, sicuramente dal pianeta.