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Laboratorio Imprese “Our Common Future” un viaggio nei 4 livelli di ascolto per generare valore

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Il 6 Ottobre 2022 presso PARC – Performing Arts Research Centre, il nuovo centro per la sperimentazione artistica nel Parco delle Cascine di Firenze che mette in relazione creazione contemporanea, ricerca, formazione, ambiente, natura e territorio, in occasione del Festival Equivalenze – Cantiere delle Diversità organizzato dalla Cooperativa Sociale IL GIRASOLE e CAT, Elena Piani è stata invitata per tenere un laboratorio dedicato alle imprese.

La collaborazione nasce dalla necessità di definire un percorso che consenta di costruire una rete tra le imprese e cooperativa sul tema dell’inclusione sociale e dell’inserimento lavorativo.

Lo scopo ultimo è la creazione di partnership, ovvero di una rete (forma giuridica da definire) di organizzazioni impegnate per rispondere alla loro buona causa migliorando il proprio impatto economico, sociale e ambientale e partecipando ad una economia inclusiva, duratura e sostenibile (SDG8).

Lo scopo intermedio è creare competenze di ascolto e identificare un intento condiviso. Il laboratorio, pertanto nel tempo a disposizione, si propone di far sperimentare i 4 livelli di ascolto e trasferire una metodologia di lavoro per raggiungere un ascolto generativo. Seguirà valutazione per la nascita di un percorso formative.

La metodologia adoperata per avviare questa prima fase, è stata la Sperimentazione dello strumento “Case Clinic” di u.lab 1x Presencing Institute, Un incontro fra pari (anche chiamato coaching circle).

Di seguito condividiamo una breve sintesi e la scheda della pratica che potete usare in open access. E’ stata adattata dall’inglese. La versione originale la trovate a questo link: https://www.u-school.org/tools/case-clinic

Il Case Clinic è un incontro fra pari progettato per identificare soluzioni innovative e passi da seguire per rispondere in maniera concreta alle sfide di fronte alle quali un leader si trova. In un “Case Clinic”, una persona (donatore di un caso, un problema da risolvere o sfida corrente) presenta il suo caso, e i colleghi o membri del gruppo svolgono il ruolo di “coach”, ovvero di allenatori che ascoltano profondamente e restituiscono quello che hanno visto sentito e percepito, nel rispetto dei principi e processi della Teoria U (vedi la sospensione delle paure, giudizio e cinismo e l’impegno di custodire una mente, cuore e corpo/volontà “aperti” in ascolto del sé, dell’altro e del contesto per essere generativi e non riparativi).

Applicazione

Questa pratica di auto-organizzazione aiuta lo sviluppo della fiducia e rafforza l’energia positiva tra i membri del gruppo. Può essere combinato con le pratiche di mindfullness e pratiche di ascolto (un’autovalutazione giornaliera sui diversi 4 livelli di ascolto e riflessioni su dove potevamo fare meglio).

Principi

  • Essere specifici. Il caso dovrebbe essere legato ad una sfida professionale attuale e concreta.
  • Riguardare qualcuno che abbia poter decisionale. Chi “dona” il suo caso dovrebbe essere qualcuno che ha potere decisionale per “risolvere” il caso.
  • Rafforzare le relazioni tra pari. I partecipanti ai “Case Clinic” sono pari, non ci deve essere nessuna relazione gerarchica. Uno vale uno.
  • Allenare l’ascolto. I coach (i membri del gruppo che ascoltano il caso) non danno consigli, ma ascoltano profondamente.

Risorse per approfondimento

  • Scharmer, Otto. 2007. Theory U, Seconda Edizione, Capitolo 2 .
Immagine che contiene testo

Descrizione generata automaticamente

ORGANIZZAZIONE

  • Persone: Gruppi di 4-5 persone.
  • Luogo: Scegliere un posto tranquillo e privato.
  • Tempi 60-75 minuti.
  • Materiali: carta e penna per prendere nota, un orologio per prendere i tempi.

FASE 1: Organizzazione dei ruoli (~ 2 min.)

  • Illustratore del caso (Case giver): Scegliere una sfida attuale, concreta e importante in cui sei coinvolto. Dovresti presentare il caso in 15 minuti.
  • I Coach: Non provare ad “aggiustare/risolvere” il problema; invece, ascolta profondamente. Partecipa restituendo immagini, sentimenti e gesti per esprime quello che la condivisione ha risvegliato in te, cosa hai visto, sentito, percepito.
  • Il controllore dei Tempi (Time keeper): Uno dei coach ha la responsabilità di tenere i tempi.

Fase 2: Dichiarazione (di intenzione) del Case Giver (10-15 minuti)

Prenditi un momento per riflettere sul tuo caso e sulla tua chiamata all’azione. Descrivi il caso usando le seguenti domande come guida:

  1. Situazione attuale: Quali sono le principali sfide o domande?
  2. Stakeholders (portatori d’interesse che influenzano il tuo caso): Come potrebbero gli altri vedere questa situazione?
  3. Intenzione: Qual è il futuro che stai provando a costruire?
  4. Apprendimento: Cosa hai bisogno di lasciar andare e cosa hai bisogno di imparare?
  5. Aiuto: Dove necessiti di aiuto o contributo?

I coach non intervengono, ma ascoltano.

Alla fine, se necessario, possono porre domande chiarificatrici.

Fase 3: Silenzio (~ 3 minuti) tutti insieme ascoltano loro stessi su tre livelli:

  • Ascolta con una “Testa aperta”: Quali immagini/metafore sono sopraggiunte?
  • Ascolta con un “Cuore Aperto”: Quali emozioni provi, e dove si trovano nel tuo corpo?
  • Ascoltati con “Volontà”: Quali gesti potrebbero essere l’essenza di ciò che hai ascoltato?

Fase 4: Rispecchiarsi (10 min.)

  • Ogni coach condivide a turno e in ascolto dell’altro, cos’è emerso dal momento di silenzio o riflessioni emerse mentre ascoltava il caso.

Fase 5: Risposte (5 min.)

  • Dopo aver ascoltato tutti i coach, l’illustratore del caso (Case giver) restituisce quello che ha ascoltato/appreso dalle condivisioni.

Fase 6: Dialogo generativo (20 min.)

  • Per i coach: Riflettete sulle restituzioni/commenti del case giver e spostate il dialogo sul piano generativo, come queste osservazioni possono offrire delle nuove prospettive per risolvere il caso/situazione/problema/sfida.
  • Segui il flusso del dialogo. Costruite sulle idee di ognuno.
  • Resta in servizio dell’illustratore del caso (Case giver) senza fare pressioni o risolvere la sua sfida.

Fase 7: Chiusura (5 minuti)

  • Riflessioni finali sull’esperienza e apprendimenti.
  • Illustratore del caso (Case giver):: Come vedo la mia situazione e gli sviluppi futuri?
  • Tutti, condividete con autenticità apprezzamenti e gratitudine verso ogni membro.

Fase 8: Diario individuale /Journalling (2 min.)

Prendi nota di come ti sei sentito nell’esperienza e quello che hai imparato.

Alcune foto del festival le trovate a questo link: https://www.facebook.com/equivalenzefestival e quelle del laboratorio:

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SOSTENIBILITÀ’ IN RISONANZA: Pensare, sentire e agire per l’ecosistema

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In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile ASVIS (SDGs 4,11 e 13), verrà offerto Sabato 3 Ottobre ore 16-18.30 presso il Parco del Mensola (ingresso via Madonna delle Grazie) a Firenze, un laboratorio esperienziale a cura di Elena Piani, Francesca Taddei, Melanie Sangwine e Daniele Federici, volto a creare esperienze corporee, ritmiche, artistiche e riflessive sulla nostra impronta ecologica.

Offriremo l’opportunità di sperimentare la ginnastica di Bothmer (per la quale non è necessaria alcuna preparazione atletica) di richiamo ambientale; una passeggiata nel parco per ricercare oggetti naturalistici con i quali si andrà a comporre un mandala (un cerchio simbolo dell’universo), nel quale potremo seminare l’intento di vita individuale, che confluirà in quello collettivo. A corredo dell’esperienza il suono delle campane di cristallo, che risuonerà connettendo i partecipanti ai quattro elementi (aria, terra, acqua e fuoco), al proprio sé e alla dimensione collettiva.

Concluderemo con una riflessione sull’importanza di connettere pensiero, sentimento e azione, concretizzando un’intenzione autentica per la sostenibilità.

L’incontro si svolgerà nel più ampio e profondo rispetto delle diversità.

L’evento si svolgerà in ambiente aperto, nel pieno rispetto delle regole del distanziamento sociale per il contenimento e diffusione della Covid-19 (Sars-cov-2).

È richiesto l’uso della mascherina, igienizzante per le mani, un telo personale e una busta per la raccolta degli oggetti naturali. Suggeriamo di portare acqua da bere, abbigliamento comodo, ed un quaderno e una penna per annotare l’esperienza. L’evento è aperto anche ai bambini.

b) Ingresso evento gratuito previa iscrizione a elena@pianiprojects.com riportando il titolo dell’evento, nome e cognome, età, professione ed eventuali esigenze.

Numero massimo di partecipanti 30. 

In caso di necessità contattare 346-0846579

Organizzatori:

Elena Piani – Formatore AIF, Consulente CSR e Innovazione Sociale
Francesca Taddei – Operatore Olistico e Counsellor
Melanie Sangwine – Visual Artist
Daniele Federici – Maetro Steineriano e Istruttore ISEF

 


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Mindfullness @HRC Florence L&D Meeting

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18 Settembre 2019 – Oggi per HRC Florence Valley mi è stato dato lo spazio per poter offrire a un gruppo di 30 HRM 5 minuti di meditazione guidata di Mindfullness. L’esercitazione intende, a lungo andare, sviluppare un’attitudine verso se stessi e gli altri non giudicante e di riconnettersi con l’intenzione profonda del presente che vogliamo e possiamo creare. Tale tecnica meditativa mostra benefici significativi per il trattamento di stress e altre patologie psicologiche ed infiammatorie, creando un miglioramento del benessere fisico, mentale e creatività.

 


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LA VIOLENZA DOMESTICA SI DEVE PREVENIRE,  SI PUÒ PREVENIRE

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LA VIOLENZA DOMESTICA SI DEVE PREVENIRE,
SI PUO’ PREVENIRE

La violenza domestica è una piaga che riguarda anche te, la tua città, la tua regione, il tuo paese.
Noi tutti dobbiamo informarci, per renderci conto della diffusione, della pericolosità e dei costi di questo fenomeno, per impegnarci insieme a prevenirlo.

Le donne vittime di violenza vanno sostenute e protette. Gli uomini violenti vanno aiutati a cambiare. I minori che hanno subito violenza, assistendo alle violenze, vanno protetti ed aiutati a non essere anch’essi le vittime di oggi o diventare i violenti di domani.
La violenza domestica si deve – e si può – prevenire. La violenza domestica danneggia la persona e la società. La violenza domestica riguarda tutti e non è un fatto privato!

La violenza sulla donna ha conseguenze drammatiche e spesso irreparabili. All’interno di una relazione, quando l’uomo usa violenza sulla donna spesso coinvolge anche i figli, compresi i minori. Nel 91% dei casi di violenza nella relazione, la vittima è la donna. Ogni 2 giorni, in Italia, è uccisa una donna dal partner o dall’ex partner. I minori coinvolti nella violenza familiare, oltre a subire traumi psicologici e affettivi, sono esposti all’alto rischio di riprodurre situazioni di violenza, da adolescenti e da adulti.

I CAMPANELLI D’ALLARME
Quali sono i segnali premonitori della violenza domestica? Come possiamo riconoscerli?

La donna:
• Si sente sminuita e controllata
• È isolata dalle amicizie e dalla famiglia d’origine
• Rimane in casa, ha paura di uscire
• Si trascura, è triste e depressa
• Non ha più stima in se stessa
• È spaventata e percepisce pericolo per sé o per i figli
• Nasconde lesioni o ferite che giustifica come incidenti
• Giustifica i maltrattamenti con spiegazioni vaghe

L’uomo:
• Ha scarso controllo dei suoi impulsi
• Cerca di isolare la donna
• Controlla la partner in tutto: dal lavoro alle spese, alle amicizie, agli spostamenti …..
• Limita la libertà della partner, perché la considera una “cosa” che appartiene solo a lui
• Dimostra una gelosia ossessiva verso la partner
• Umilia la donna, privatamente e pubblicamente, con gesti e parole
• Ha comportamenti violenti anche fuori dalla famiglia

Il minore:
• E’ spesso triste, senza motivi apparenti
• Rifiuta di parlare dei propri genitori o inventa storie fantastiche sulla sua famiglia
• Appare trascurato, viene spesso mandato da parenti e amici, non viene accudito
• Ha disturbi del sonno, dell’apprendi-mento e dell’attenzione
• È iperprotettivo nei confronti della madre ed ha atteggiamenti di paura verso il padre
• Riproduce scene di violenza nei giochi da solo o ostenta comportamenti di bullismo

PREVENIRE E’ CAMBIARE LA CULTURA
Tutti noi consideriamo la violenza un male e un reato. Tutti condanniamo la violenza. Quando però la violenza viene usata all’interno della relazione affettiva,
siamo più inclini a “comprendere” che a condannare. E, se anche non la giustifichiamo, non interveniamo perché pensiamo che non siano fatti nostri.

La violenza è sempre da condannare, non va mai giustificata, ed è ancora più grave se coinvolge anche i minori.

PERCHE’ prevenire
• Per evitare sofferenze a donne e minori
• Per scongiurare che la violenza di oggi generi altra violenza domani
• Perché curare la violenza subìta costa molto di più che prevenirla
• Per impedire che la violenza, la paura, le minacce, i ricatti, impediscano alla donna di reagire e all’uomo di cambiare
• Per arrivare in tempo: prima che la violenza diventi cronaca

COME prevenire
• Modificando il nostro modo di pensare: la violenza non è un fatto privato ma ci riguarda tutti
• Formando gli operatori sanitari e giudiziari, le forze dell’ordine, gli educatori
• Educando i giovani al rispetto della persona e a condannare la violenza sulla donna
• Cambiando i molti pregiudizi sul “ruolo sociale” della donna
• Aiutando gli uomini con tendenze violente

QUANDO prevenire
• Ogni volta che partecipiamo, sia direttamente che indirettamente, a violenze o maltrattamenti fisici, sessuali, psicologici ed economici
• Quando avvertiamo intorno a noi un campanello d’allarme
• Ogni volta che qualche amica/o, conoscente, vicina/o di casa, familiare, allieva/o, si trova in situazioni di violenza domestica

Amici, conoscenti, parenti, vicini di casa, impariamo a riconoscere i tanti volti della violenza e impegniamoci a combattere il silenzio

NON ASPETTIAMO CHE SIA TROPPO TARDI

Numero verde ANTIVIOLENZA E STALKING 1522 (24 ore su 24)

Città metropolitana di Firenze
• Associazione Artemisia Centro donne contro la violenza “Catia Franci” Onlus; email: artemisia@fol.it, indirizzo web: www.artemisiacentroantiviolenza.it, tel. 055 601375 e 055 602311
• Centro Aiuto donna Lilith Empoli; email: centrolilith@anpas.empoli.fi.it, indirizzo web: www.lilithcentroaiutodonna.it, tel. 0571 715256

Provincia di Prato
• La Nara; email: lanara@alicecoop.it, indirizzo web: www.alicecoop.it, tel. 0574 34472

Provincia di Pistoia
• Aiuto Donna; Servizio del Comune di Pistoia c/o Assessorato Politiche Sociali; email: aiutodonna@comune.pistoia.it, indirizzo web: www.comune.pistoia.it, tel. 0573 21175
• Liberetutte; email: info@liberetutte.org, indirizzo web: www.liberetutte.org, tel. 340 6850751

I siti web dei centri antiviolenza della Regione Toscana
• http://www.regione.toscana.it/-/i-siti-web-dei-centri-antiv…

A cura di Cittadinanzattiva toscana onlus