Tag Archives: Sviluppo Sostenibile

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Le Opportunità dell’Economia Circolare – Percorso Formativo per Federmanager Toscana

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Ho iniziato oggi la facilitazione di un percorso formativo sulle opportunità dell’economia circolare su richiesta di Federmanager Toscana, che vede come protagonisti 20 dirigenti iscritti all’associazione.

I moduli coprono i principi base e modelli di business dell’economia circolare, quali sono alcune buone pratiche nei distretti industriali del nostro territorio toscano, e quali sono i nuovi stakeholder; e in penultimo quali sono le competenze tecniche e trasversali necessarie per portare il cambiamento di paradigma nelle nostre aziende.

Il quarto incontro verrà svolto con modalità innovative per facilitare un piano d’azione individuale e organizzativo, cogliendo la spinta della pandemia verso un nuovo equilibrio sociale, mitigazione della crisi climatica e di una governance etica e in parte anche finanziata dal Green Deal.


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Workshop Sostenibilità in Risonanza: le bellezze delle connessioni

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Nel contesto del festival dello sviluppo sostenibile 2020, assieme a tre colleghi multidisciplinari, Sabato 3 Ottobre dalle 16:00 alle 18:30, abbiamo ospitato un workshop dedicato alla sperimentazione delle connessioni tra uomo e natura. Il laboratorio si è svolto nel più ampio rispetto delle diversità culturali, religiose e funzioni fisiche e intellettive, rispettoso delle normative per prevenire il contagio Sars-Cov2. Il laboratorio si è aperto con della musica di campane tibetane, e un’introduzione agli obiettivi di sviluppo sostenibile ai quali siamo tutti chiamati a partecipare. Successivamente il Maestro Steineriano, nonché istruttore ISEF, Daniele Federici, ha offerto delle pratiche di ginnastica di Bothmer, create da Bothmer nel 1922, dove abbiamo usato il nostro corpo per entrare in simbiosi con le attività della semina e della restituzione alla terra, abbiamo sentito e mosso il nostro corpo per diventare alberi con delle folte chiome, il tutto accompagnato da una grande respirazione e movimenti verso l’alto e il basso, verso sinistra e verso destra, esplorando lo spazio che ci circonda e sentendo il nostro corpo come parte dell’ecosistema. Conclusa questa attività motoria, la collega indiana e artista visiva Melanie Sangwine, ha guidato una passeggiata nel Parco, dove siamo stati invitati a raccogliere da terra (intenzionalmente senza staccare nulla dagli alberi) qualsiasi oggetto naturalistico, pigne, sassi, fiorellini, bacche, serpenti e lumache prive di vita, cortecce di albero, ramoscelli, il tutto è stato fondamentale per poter omaggiare un albero di noce con un mandala, simbolo di infinito e di bellezza della vita, per benedire e omaggiare la terra con la nostra presenza. In chiusura abbiamo potuto riflettere sull’esperienza. A conclusione dell’esperienza il laboratorio doveva ospitare un concerto di campane di cristallo, offerto da una collega operatore olistico e counsellor, Francesca Taddei, ma che non abbiamo potuto offrire date le condizioni atmosferiche. Il laboratorio ha visto la partecipazione di otto persone a causa della pioggia. A testimonianza dell’esperienza la scuola locale, ha espresso il desidero di creare un percorso formativo rivolto agli studenti dell’infanzia e primaria, così da promuovere un’educazione ambientale, fisica e civica diversa e inclusiva, compatibile con le norme vigenti.

 


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SOSTENIBILITÀ’ IN RISONANZA: Pensare, sentire e agire per l’ecosistema

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In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile ASVIS (SDGs 4,11 e 13), verrà offerto Sabato 3 Ottobre ore 16-18.30 presso il Parco del Mensola (ingresso via Madonna delle Grazie) a Firenze, un laboratorio esperienziale a cura di Elena Piani, Francesca Taddei, Melanie Sangwine e Daniele Federici, volto a creare esperienze corporee, ritmiche, artistiche e riflessive sulla nostra impronta ecologica.

Offriremo l’opportunità di sperimentare la ginnastica di Bothmer (per la quale non è necessaria alcuna preparazione atletica) di richiamo ambientale; una passeggiata nel parco per ricercare oggetti naturalistici con i quali si andrà a comporre un mandala (un cerchio simbolo dell’universo), nel quale potremo seminare l’intento di vita individuale, che confluirà in quello collettivo. A corredo dell’esperienza il suono delle campane di cristallo, che risuonerà connettendo i partecipanti ai quattro elementi (aria, terra, acqua e fuoco), al proprio sé e alla dimensione collettiva.

Concluderemo con una riflessione sull’importanza di connettere pensiero, sentimento e azione, concretizzando un’intenzione autentica per la sostenibilità.

L’incontro si svolgerà nel più ampio e profondo rispetto delle diversità.

L’evento si svolgerà in ambiente aperto, nel pieno rispetto delle regole del distanziamento sociale per il contenimento e diffusione della Covid-19 (Sars-cov-2).

È richiesto l’uso della mascherina, igienizzante per le mani, un telo personale e una busta per la raccolta degli oggetti naturali. Suggeriamo di portare acqua da bere, abbigliamento comodo, ed un quaderno e una penna per annotare l’esperienza. L’evento è aperto anche ai bambini.

b) Ingresso evento gratuito previa iscrizione a elena@pianiprojects.com riportando il titolo dell’evento, nome e cognome, età, professione ed eventuali esigenze.

Numero massimo di partecipanti 30. 

In caso di necessità contattare 346-0846579

Organizzatori:

Elena Piani – Formatore AIF, Consulente CSR e Innovazione Sociale
Francesca Taddei – Operatore Olistico e Counsellor
Melanie Sangwine – Visual Artist
Daniele Federici – Maetro Steineriano e Istruttore ISEF

 


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Eventi sulla Sostenibilità: la nostra ripartenza per Settembre 2020

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Una #ripartenza quando i numeri di #incidenti #covid19 sono ancora numerosi. Una #ripartenza con al centro la #sostenibilità e la #responsabilitàindividuale. Forse anche di #educazione e #economia come #benerelazionale #generativo.

Ho preparato un elenco di #eventi legati allo #svilupposostenibile, #CSR, #Innovazionesociale ed #economia che sono di interesse per tutti. A tal proposito vi chiedo di diffondere il messaggio e se invece conoscete altri eventi pertinenti di aggiungerli nei commenti.

La sostenibilità è un termine molto usato ma poco compreso per la sua ampiezza e complessità, un pensare, un sentire, un agire di interesse e impegno per tutti senza limiti di età, genere, abilità, religione, geografia e nazionalità. Ognuno di noi solo sa quello che fa per garantire “Our Common Future”, e non servono soldi per alcune cose, solo #consapevolezza del nostro #talento e della nostra #diversità e #ricchezza, ma per questo serve anche la #conoscenza ed una #visione. Vi ricordo che il #pianeta non è a #rischio, lui sa trasformarsi, è solo la #specie #umana a rischio.

Grazie da Elena #cittadinanzattiva #globalcitizenship #ACT4SDGs

22 Settembre – 8 Ottobre #Italia #SDGs #Agenda2030 #ASVIS

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 dell’Onu e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. L’edizione 2020 del Festival si terrà dal 22 settembre all’8 ottobre in tutta Italia e in rete. Sono ora disponibili: il catalogo delle iniziative già registrate (a cui puoi aggiungere la tua, seguendo le nostre linee guida); le date e un programma di massima degli eventi ASviS organizzati dal Segretariato; le date degli altri eventi nazionali promossi dai Gruppi di lavoro dell’Alleanza.

Link: https://festivalsvilupposostenibile.it/2020

21-23 September #UnitedNations #SDGs #UnitingBusiness #ACT4SDGs

Next week, Uniting Business LIVE will convene some of the world’s leading advocates for the #Sustainable #Development Goals #SDGs and principled #business on the sidelines of the 75th session of the #UnitedNations General Assembly. From 21-23 September, Heads of State, Government Ministers, Chief Executive Officers, civil society leaders, the UN Secretary-General and other UN chiefs, youth advocates and change makers from all over the world will engage in candid conversations that drive collective action towards a more sustainable, just and inclusive world. You too can be part of the #conversation and part of the #solution.

Link: https://registration.unglobalcompact.org/website/15648 /

25-27 Settembre 2020 #economiacivile

Sono aperte le iscrizioni per il live streaming del festival dell’economia civile #economiacivile, per dare voce a una società civile in movimento: giovani che coniugano profitto e impatto sociale, imprenditori campioni nella creazione di valore sostenibile, comunità che coltivano semi di cambiamento che trasformano in realtà. I temi economia, lavoro, giovani, innovazione, sviluppo sostenibile, buone pratiche e molto altro. Mettendo al centro le persone e l’ambiente.

Link: https://eventi.festivalnazionaleeconomiacivile.it/home/eventi

29 e 30 settembre 2020 #CSR #IS #CSRIS20

Aperte le iscrizioni in live streaming per il Salone della #CSR e #innovazionesociale

Dal 2013 Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale è l’appuntamento più atteso da chi crede nella sostenibilità. Riconosciuto come il principale evento in Italia dedicato a questi temi, negli anni il Salone ha contribuito alla diffusione della cultura della sostenibilità, offerto occasioni di aggiornamento, facilitato il networking tra i diversi attori sociali. Con 100 incontri, 450 relatori, 216 organizzazioni, 6000 presenze l’edizione 2019 è stata un’occasione anche per attivare energie positive, condividere idee, trovare percorsi comuni. Ma soprattutto per capire come cambia il mercato in un momento che può essere definito di vera “metamorfosi”.

Link: http://www.csreinnovazionesociale.it/

 

 

 

 

 


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Report Regione Toscana SDG 12: Produzione e Consumo Responsabile

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Ho concluso in questi giorni la mia collaborazione al Report per la Regione Toscana, assegnato al REMARC (Responsible Management Research Center dell’ Università di Pisa, diretto dalla Prof.ssa Elisa Giuliani) per la  Predisposizione del percorso di formazione della Strategia regionale di sviluppo sostenibile nell’ambito del Goal 12 (Garantire Modelli Sostenibili di Produzione e di Consumo), dove in particolare mi sono occupata dell ‘“analisi di avanzamento dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite nella Regione Toscana e l’analisi di casi studio in distretti industriali toscani”.

Nella prima parte del report la collega Dott.ssa Federica Nieri ha elaborato gli indicatori, nel secondo parte a me affidata ho raccolto le buone pratiche di produzione responsabile in termini quindi di economia circolare, dove grazie ad oltre 22 interviste abbiamo potuto rendicontare le buone pratiche già attive di diversi stakeholders dei distretti tessile, conciario e cartario, ed anche del lapideo, e comprendere anche la complessità normativa dietro la gestione ambientale dei processi produttivi in termini di Sottoprodotti e Materie Prime Seconde. Nella parte conclusiva, la Prof.ssa Elisa Giuliani ha fornito delle raccomandazioni specifiche su come poter articolare una transizione economica toscana più consapevole e responsabile.

La ricerca ha visto protagoniste anche le Università di Firenze con la Strategia regionale di sviluppo sostenibile nell’ambito del Goal 11 (Città e comunità sostenibili), e l’Università di Siena sul Goal 2 (Sconfiggere la fame) ed in relazione con il settore agroalimentare, anche alla luce degli aspetti collegati al Goal 13 (Cambiamenti climatici).

 


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La sintesi della CSR

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La CSR è per alcune imprese è quella “pietra che è stata rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare” (adattato da Atti 4,11), ma forse prima serve credere che se “gettiamo la rete al lato destra della barca, troveremo pesce” (adattato da Gv 21, 1-14).

Prima iniziamo a ragionare e compiere piccoli passi verso l’istituzione di buone pratiche in input e processi, maggiori le chance di output e di outcome, ovvero di un impatto ambientale-economico e sociale dell’essere impresa in un contesto specifico mondiale (vedi SDGs).

Vale la pena investire e non pensare che la CSR sia un costo, perché abbiamo la possibilità di essere competitivi sui prodotti e migliorare il posizionamento del brand, nonché di entrare in un sistema che alimenti il bene comune di cui facciamo parte dalla terra, all’individuo, alla società.

Sicuramente l’impresa ha obblighi legali di cosa portare a bilancio, ma c’è tutta un’altra parte volontaria che l’impresa sceglie di aggiungere. Su quest’ultima nota infatti, si è iniziato è iniziato a inserire come pratica, il bilancio integrato, ovvero un sistema di rendicontazione delle performance economiche, sociali, ambientali, sintetizzato all’interno di un’unica pubblicazione coincidente con il bilancio d’esercizio o il bilancio consolidato di una società. Rappresenta un’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità.

La CSR è un’opportunità di innovazione e cambiamento culturale necessario per riportare il valore allo sviluppo economico e sociale, garantendo il connubio con l’ambiente.

 


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Esistono Certificazioni della CSR?

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Oltre che alle numerose certificazioni legate alla qualità rilasciate da enti come Bureau Veritas, DNVGL e TUV (basta pensare alla SA8000, ISO 9001:2008, ISO 14001 etc) che si possono inserire nei bilanci di sostenbilità d’impresa a dimostrazione dell’impegno dell’impresa verso i suoi stakeholders, esiste anche la ISO 26000 che però non è certificabile, ma bensì uno standard di riferimento e molto ambizioso.

Da due anni la Bocconi rilascia le certificazioni alle imprese performanti sulla CSR. Bocconi, J.P. Morgan Private Bank, PwC, Thomson Reuters e Gruppo 24 ORE hanno stretto un accordo triennale con la finalità di premiare le migliori aziende che creano valore economico, tecnologico, umano, sociale e ambientale, operando in modo complessivamente sostenibile.

E’ nato quindi il Best Performance Award, il premio annuale dedicato alle imprese italiane, che si distinguono per l’eccellenza nello sviluppo sostenibile inteso in un’accezione ampia, ovvero come la capacità di fare impresa garantendo la continuità aziendale (condizione necessaria) nel rispetto di:

· dimensione umana e ambientale (Green & Social),

· innovazione (Innovation & Technology)

· gestione economica (Value Added)

Poi ci sono gruppi di lavoro che aderiscono ad esempio al Global Compact Network Italia che si impegnano al raggiungimento degli SDGs, poi ci sono le certificazioni per i bilanci sociali migliori (Oscar di Bilancio FERPI) e tante altre opportunità di visibilità (reputation building) come l’ultimo che ho visto apparire “Green Carpet Fashion Award” e contestato perché percepito come “greenwashing”. Il trend è in crescita, dipende qual’è il nostro target di comunicazione, a chi vogliamo comunicare il nostro impatto socio-economico-ambientale, e quindi il nostro “purpose”, ovvero lo scopo dell’essere impresa responsabile e sostenibile.

 


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E tu quale società vuoi?

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I tempi di realizzazione sono lunghi perché viviamo nel cinismo, paura e giudizio. I processi sono complessi perché prevedono collaborazione di attori che non abbiamo mai coinvolto. Il ritorno economico non è immediato, ma i trend dimostrano che investire nella civiltà, e nel senso di cittadinanza attiva, è la via per un’impresa sostenibile.

Occorre avere un CSR manager, alle dirette dipendenze dell’alta direzione, che sia visionario, innovativo e consapevole delle sfide e opportunità del mercato diretto e indiretto e degli stakeholder, che non faccia solo auditing, ma che conosca il sistema impresa e l’impresa stessa, comprenda l’imprenditorialità e le normative, che sappia ascoltare e coinvolgere, che sappia relazionarsi e influenzare la strategia, dovrebbe avere un portafoglio (budget) e delega per esercitare un potere decisionale e non solo informativo o consultivo.

Nel tempo stimo che la CSR è una funzione che sarà assimilata nella visione strategica e cultura d’impresa, distribuita al middle management funzionale e divisionale, e partecipata dal personale dipendente e catena di fornitura.

Contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio, della nazione e del pianeta, è una responsabilità che non spetta solo ai vertici, ma a tutti i livelli d’impresa, come anche a tutto l’ecosistema di cui esso fa parte.

 


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Il cause-related marketing o la beneficenza sono CSR?

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Il cause-related marketing consiste nel dedicare una percentuale (o anche un importo definito in partenza, ad esempio, 1 Euro etc.), dei ricavi delle vendite di un prodotto o servizio ad un ente not-for-profit, vuol dire avviare una campagna marketing che è dedicata a sostenere una buona causa. Il primo programma di cause related marketing (CRM) è stato realizzato nel 1983 dalla business unit Travel-Related Services di American Express, in occasione di un progetto a supporto del restauro della Statua della Libertà. In tale circostanza American Express promise di donare un penny per ogni transazione effettuata attraverso le carte di credito e un dollaro per ogni nuova carta registrata nei primi tre mesi del 1983, effettuando in tal modo una massiccia campagna di comunicazione diretta tanto ai clienti esistenti quanto a quelli potenziali. I risultati furono sorprendenti, American Express registrò un incremento del 28% nell’uso delle carte di credito rispetto allo stesso periodo del 1982 ed un notevole incremento delle nuove adesioni. Il contributo che American Express diede ad Ellis Island Foundation, per il restauro della Statua della Libertà, fu di 1,7 milioni di dollari.

Se portiamo questo esempio ad oggi, con le ultime statistiche possiamo stimare che avviare una campagna CRM, possa far si che le vendite aumentano del 50%, e che porti con se sempre dei benefici anche sociali.

Il ritorno economico per le imprese è doppio, sia l’aumento dei ricavi, ma anche la possibilità di poter prendere vantaggio di agevolazioni fiscali. Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, art. 83), ha istituito una detrazione dall’IRPEF pari al 30% degli oneri sostenuti dal contribuente per le erogazioni liberali in denaro effettuate con modalità tracciabili o in natura, a favore degli enti del Terzo settore non commerciali, per un importo complessivo dell’erogazione non superiore a 30.000 euro in ciascun periodo di imposta. La detrazione è elevabile al 35% qualora l’erogazione liberale in denaro sia a favore di organizzazioni di volontariato. La detrazione è consentita, per le erogazioni liberali in denaro, a condizione che il versamento sia eseguito tramite banche o uffici postali ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili. È stata inoltre prevista una deduzione nei limiti del 10% del reddito complessivo dichiarato da enti e società o da persone fisiche.

Questa azione potrebbe essere quindi giudicata strumentale, ma è comunque anche morale. La mancanza di una più profonda moralità si presenta qualora l’impresa non dichiari quanti ricavi reali ha avuto, e magari non devolve in beneficenza tutto quello che prometteva, perché aveva preventivamente stabilito un minimo e non valutato il potenziale ritorno economico massimale per entrambe.

L’altra opportunità mancata, è di creare una partnership con le ETS (enti del terzo settore, ovvero le no-profit). Un partnership per definizione è un rapporto di media-lunga durata, e non un evento “one-off”. Vuol dire che l’impresa si impegna a rinnovare il progetto, operazione o collaborazione con l’ente no profit, e si cresce insieme. Si perchè anche il profit, ha molto da imparare dalle no-profit. Le profit possono aiutare le no-profit a organizzare la loro struttura (prestare ore pro-bono per migliorare la gestione delle risorse umane, aiutare con il bilancio economico, consulenze legali etc), assistere a capire come migliorare la comunicazione e il coinvolgimento dei volontari, reperire volontari nella sua impresa (e potrebbe riconoscere e anche valorizzare una prestazione di volontariato retribuita), donare dei suoi prodotti obsoleti per l’impresa (esempio PC o altro), ma non per l’uso della no-profit, o facilitare la messa in rete con altre imprese del territorio, a cui la no-profit può ulteriormente offrire dei suoi prodotti o servizi, specialmente se a scopo sociale. Qui si introduce un discorso più ampio, di filantropia strategica e di creazione di valore condiviso che dovrò esplicare in un successivo articolo.

 


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Qual’è il rapporto tra consumatore eco-equo e impresa responsabile?

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Ed è su quest’ultima nota che si apre lo scenario reale. È proprio il consumatore che sta portando, grazie alla sua propensione verso un rispetto ambientale e sociale, all’acquisto di prodotti o servizi da imprese che producono in maniera sostenibile.

Secondo la ricerca Nielsen Global Survey of Corporate Social Responsibility and Sustainability 2015 prestigioso istituto di ricerca a livello mondiale, i consumatori di tutto il mondo stanno privilegiando, sempre più gli acquisti da quei marchi che si impegnano per un cambiamento sociale e ambientale positivo. Il 66% dei consumatori dichiara di essere disposto a pagare di più per un brand “responsabile”, con un trend in crescita dal 55% del 2014 e dal 50% del 2013.

Gli italiani sono allineati con la media europea, con il 52% dei consumatori che riconosce un prezzo maggiore ai prodotti che offrono questo beneficio collettivo e si tratta di un trend in continua crescita, In Italia, peraltro, gli aspetti legati alla protezione dell’ambiente risultano più importanti di quelli legati all’impatto sociale: il 41% ha acquistato il prodotto perché la società produttrice è nota per essere amica dell’ambiente e il 38% per la confezione a basso impatto ambientale. I valori sociali sono distanziati, con il 33% di scelta per l’impegno sociale e il 31% per l’impatto diretto sulla propria comunità.

In breve, i consumatori stanno impiegando il loro potere d’acquisto per supportare brand che riflettono i loro valori e preferenze. Il consumatore richiede sempre più prodotti buoni: buoni per l’acquirente e buoni per la comunità e l’ambiente. La connessione con i consumatori è dunque fondamentale a questo livello, ed è essenziale per costruire la fedeltà del marchio in un panorama competitivo e dinamico con ritmi serrati.

Il trend in continua crescita rappresenta un’opportunità per i produttori, sia in termini di maggior potenziale di fatturato che per creare le basi per una crescita sostenibile dell’azienda stessa.